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BR/Villa Castelli

Villa Castelli (BR) – Caporalato: stretta dei carabinieri

Nelle prime ore della mattinata odierna, in Villa Castelli (BR), i militari della Compagnia Carabinieri di Francavilla Fontana (BR) hanno tratto in arresto due persone, madre e figlio, entrambi di Villa Castelli.
I due indagati, a cui è stata notificata un’ordinanze di custodia cautelare – emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi su richiesta della locale Procura della Repubblica – dovranno rispondere di concorso in intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro pluriaggravati. Si tratta della fattispecie di reato prevista e punita dall’art. 603 bis del codice penale, introdotta nell’estate del 2011 con decreto legge poi convertito in legge per contrastare il cosiddetto “caporalato”.
L’indagine, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Francavilla Fontana, costantemente coordinati e diretti dalla Procura della Repubblica di Brindisi, ha avuto inizio nel settembre 2015 e si è sviluppata tramite servizi di osservazione e videoriprese lungo gli itinerari e sui luoghi di lavoro, attività tecniche, nonché controlli ed ispezioni ai veicoli utilizzati per il trasporto dei lavoratori. In particolare, le investigazioni hanno consentito di:

accertare le responsabilità degli indagati dediti al reclutamento e alla gestione di manodopera agricola, sfruttata mediante minacce ed intimidazioni, approfittando, fra l’altro, dello stato di bisogno e di necessità dei lavoratori;
documentare l’effettuazione di prestazioni lavorative, della durata media di 14 ore giornaliere,  svolte prevalentemente nell’agro del comune barese di Noicattaro, con sistematica violazione della normativa relativa all’orario di lavoro e ai riposi settimanali e con retribuzioni palesemente sproporzionate rispetto alla quantità e alla qualità del lavoro effettivamente prestato;
comprovare la sottoposizione dei lavoratori a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza e situazioni alloggiative particolarmente degradanti;
riscontrare, in più occasioni, che il trasporto dei lavoratori – da Villa Castelli a Noicattaro e viceversa (170 km. circa) – avveniva su veicoli con capienza decisamente inferiore al numero delle persone trasportate, alcune delle quali erano pertanto costrette a viaggiare all’interno dei bagagliai.

Nelle prime ore della mattinata odierna, in Villa Castelli (BR), i militari della Compagnia Carabinieri di Francavilla Fontana (BR) hanno tratto in arresto due persone, madre e figlio, entrambi di Villa Castelli.
I due indagati, a cui è stata notificata un’ordinanze di custodia cautelare – emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi su richiesta della locale Procura della Repubblica – dovranno rispondere di concorso in intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro pluriaggravati. Si tratta della fattispecie di reato prevista e punita dall’art. 603 bis del codice penale, introdotta nell’estate del 2011 con decreto legge poi convertito in legge per contrastare il cosiddetto “caporalato”.
L’indagine, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Francavilla Fontana, costantemente coordinati e diretti dalla Procura della Repubblica di Brindisi, ha avuto inizio nel settembre 2015 e si è sviluppata tramite servizi di osservazione e videoriprese lungo gli itinerari e sui luoghi di lavoro, attività tecniche, nonché controlli ed ispezioni ai veicoli utilizzati per il trasporto dei lavoratori. In particolare, le investigazioni hanno consentito di:

accertare le responsabilità degli indagati dediti al reclutamento e alla gestione di manodopera agricola, sfruttata mediante minacce ed intimidazioni, approfittando, fra l’altro, dello stato di bisogno e di necessità dei lavoratori;
documentare l’effettuazione di prestazioni lavorative, della durata media di 14 ore giornaliere,  svolte prevalentemente nell’agro del comune barese di Noicattaro, con sistematica violazione della normativa relativa all’orario di lavoro e ai riposi settimanali e con retribuzioni palesemente sproporzionate rispetto alla quantità e alla qualità del lavoro effettivamente prestato;
comprovare la sottoposizione dei lavoratori a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza e situazioni alloggiative particolarmente degradanti;
riscontrare, in più occasioni, che il trasporto dei lavoratori – da Villa Castelli a Noicattaro e viceversa (170 km. circa) – avveniva su veicoli con capienza decisamente inferiore al numero delle persone trasportate, alcune delle quali erano pertanto costrette a viaggiare all’interno dei bagagliai.

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